Storia del Regno di Napoli
(1503 - 1734)

INTRODUZIONE


Fin da tempi antichi il Regno di Napoli era un punto di riferimento per tutto il Sud e per anni ricevette, come sotto il dominio romano, le riunioni delle altre regioni meridionali, dopo che invano sia longobardi che bizantini avevano tentato di creare un unico principato indipendente del regno d'oriente. Il regno fu affidato a Roberto Guiscardo e al conte Ruggiero e vi furono annesse le Calabrie, alle quali miravano anche i sovrani di Sicilia. L'unità territoriale non fu mai infranta anche se i papi miravano ad estendere i possedimenti della Chiesa ad un lembo di Campania, Napoli inclusa.
Nel cinquecento i veneziani possedevano ancora territori nelle zone di Trani e Brindisi, ma in seguito, ne entrarono in possesso francesi e spagnoli che nel 1500 divisero a metà il regno che però, con la vittoria di questi ultimi, fu subito ricongiunto.
Le ragioni di questa unità sono dovute al fatto che sia ogni regione aveva un suo ruolo economico (alcune regioni avevano sbocchi commerciali sul mare, altre come l'Abruzzo erano dedite alla pastorizia e le Puglie al pascolo e allo svernamento), sia che nessuna città o regione aveva interesse a staccarsi da Napoli che era ormai un punto di riferimento. Infine, il paese chiuso in quei confini è stato lungo i secoli, e fino ai nostri giorni, celebrato e invidiato come ricchissimo per doni di natura, una terra promessa o un paradiso. Ora invece viene spregiato e compassionato come uno dei più aridi e poveri anche se la fertilità delle zone campane e della Puglia nasconde in parte questo giudizio. L'unità territoriale non durò solo nel periodo normanno poiché trasmisero all'Italia meridionale l'unità monarchica, nel senso di uno stato governato con uguali istituzioni e leggi, magistrati e funzionari. Questa forma durò sempre a parte l'eccezione della repubblica popolana del 1647-1648 o la repubblica giacobina nel 1799. Questo tipo di governo procurava non poca ammirazione in un Italia in cui gli altri territori sottostavano ancora ai comuni, alle signorie patrizie. Il Regno di Napoli offriva in tutta Europa un esempio di governo che la Francia fu la prima a seguire. Gli Angioini mantennero la divisione per province, a ciascuna delle quali era preposto un giustiziere che rappresentava l'autorità regia, curava l'ordine pubblico, giudicava le cause penali e curava l'esazione dell'imposta fondiaria e una schiera di precettori che avevano il compito di riscuotere tutte le altre tasse. I giustizieri e gli impiegati finanziari facevano capo alla magna curia. Quello che però destò meraviglia in tutta Italia è come il regno si aprì senza alcuna resistenza alla conquista di Carlo VIII forse aiutato dai baroni che non difendevano il popolo, ma contavano, con l'arrivo di un altro sovrano, di aumentare le proprie ricchezze.

 
 
INTRODUZIONE

IL VICEREGNO

L'INSURREZIONE
DEL 1585

UN NUOVO IDEALE RIFORMATORE

LA CRISI FINANZIARIA

L'ANARCHIA

ARTE E CULTURA