Nel vicolo San Gaudioso è possibile vedere ciò che rimane del monastero e della chiesa omonima, distrutta da un incendio nel 1799. A testimonianza dell’antica struttura restano soltanto alcuni frammenti del chiostro, di scale e il portale secondario della chiesa. [mappa]
La storia della struttura è antichissima. Nel V secolo, Settimo Celio Gaudioso, vescovo di Bitinia, e altri vescovi africani, arrivarono a Napoli per sfuggire alle persecuzioni dei Vandali e qui fondarono il complesso monastico, vicino alla chiesa di Santa Maria Intercede. In esso vi si ritirò anche Sant’Agnello che, fino alla sua morte nel 496, ne divenne abate.
Nell’VIII secolo, Stefano II, duca e vescovo di Napoli, attuò dei lavori di ristrutturazione e, nell’occasione, fece costruire anche la chiesa di San Gaudioso e, in seguito, quella dedicata a Santa Fortunata e a San Carponio, Sant’Evaristo e San Prisciano.
Nel 1530 nel monastero furono trasferite le suore di santa Maria ad Agnone che portarono nella struttura le reliquie della Madonna d’Agnone alla quale erano devote.
Successivamente vennero attuati nuovi restauri. Nel 1560 fu il turno del chiostro, i cui lavori vennero affidati a Giovan Francesco Di Palma; nel 1640 Cosimo Fanzago operò sulla scala a doppio rampante con balaustra, all’altare maggiore e al portale del Monastero. Due terremoti, quello del 1688 e quello del 1694, resero necessari altri interventi nella chiesa che furono realizzati da Domenico Antonio Vaccaro, Ferdinando Sanfelice e dal Mormille.
Purtroppo, il 21 febbraio 1979, tutta la struttura venne incendiata per stanare dei rivoltosi e le suore riuscirono a salvare soltanto le reliquie (i corpi di Sant’Evaristo, di San Prisciano, di Santa Fortunata, di San Gaudioso e dei suoi compagni fondatori e il sangue di Santo Stefano) e l’immagine della Madonna d’Agnone. Invece, andarono irrimediabilmente distrutte numerose opere che costituivano un patrimonio inestimabile: San Michele Arcangelo con i Santi Gaudioso, Prisciano ed altri in adorazione del Bambin Gesù (1733); la Samaritana al pozzo e la Donna Adultera di Francesco De Mura; la Madonna con Bambino e i Santi Elisabetta e Gaudioso, Epifania e Natività di Andrea da Salerno; San Gaudioso benedice le schiere destinate a respingere i Vandali e Traslazione del Corpo di San Gaudioso di Battistello Caracciolo (affreschi); San Gaudioso in gloria, Martirio di Santo Stefano e Sant’Agostino con Santa Monica di Luca Giordano.