Domenica 13/01/2002 – Ventesima giornata -
 

Il Napoli di De Canio graffia la A.

Bonomi annulla il vantaggio ligure, Graffiedi agguanta un successo pesantissimo.
Terza vittoria consecutiva (non accadeva da oltre 6 anni) 16 punti nelle ultime 6 gare: azzurri aggrappati alla zona promozione.
 
NAPOLI – GENOA 2 – 1 (6643 spettatori a Benevento, S. Paolo inagibile)

NAPOLI (4-4-2): Mancini, Villa, Bonomi, Luppi (15'st Montezine), Bocchetti (15'st Graffiedi), Ametrano, Vidigal, Magoni, Jankulovski, Sesa (48'st Caruso), Stellone.
Panchina: Roccati, Bigica, Alessi, Floro Flores. All. De Canio.
GENOA (3-4-3): Lorieri, Nicola, Giacchetta, Malagò, Lombardi, Ruotolo (42'st Coquin), Mutarelli, Brevi, Stroppa (34'st Boisfer), Manetti, Carparelli.
Panchina: Campagnolo, Iorio, Konna, Codrea. All. Reja.

MARCATORI: 9'st Magoni (aut), 31'st Bonomi, 40'st Graffiedi.

Mille e una emozione. Il Napoli riesce a baciare le due facce del calcio, presi per la collottola il bello e il brutto, quel viso bifronte che fa ammattire tutti. Un doppio colpo di fortuna, in fondo ad un'avventura. Soccorre il Napoli lo stellone con la esse minuscola: vinta una partita che sembrava già persa, fino alla mezz'ora della ripresa. Trova una severa, crudele punizione il Genoa, signoreggiante fino al pareggio firmato da Bonomi, figlio della casualità, un'avventura nell'avventura, in mezzo alla disperazione genoana. Incredulo il Grifone: pareggiata e poi persa una partita che sembrava vinta in avvio di secondo tempo. Miracolo napoletano in zona Graffiedi, al 40' del secondo tempo. Zona Graffiedi perché l'attaccante aveva firmato anche un'altra vittoria estrema del Napoli. Contro il Cittadella a Padova, anche quella volta nei minuti estremi della partita. Questo gol pesa dieci volte più dell'altro, tiene il Napoli in linea, ai margini della zona A.
Un'altra avventura nell'avventura il vantaggio del Genoa: impensabile l'impappinamento di Malagò, sbucato libero e solo, in posizione regolare, al di là della linea difensiva napoletana. Maldestra e fiacca la battuta sulla coscia destra di Mancini, sembrava un'occasione sprecata, un pericolo vissuto e passato per il Napoli. Palla avvelenata è diventata però l'arnese di un flipper, Magoni in recupero l'ha spinta inavvertitamente dentro la rete del Napoli. Immediata la prima impressione: il Genoa domina, sta meglio in campo, governa il pallone e gli spazi là in mezzo, punge con Manetti, partita chiusa, il Napoli può mettere il punto alle illusioni. Addio speranze di rimonta, addio possibilità di agganciare il treno della Serie A, nell'ultimo giorno di esilio?
Il Napoli itinerante per necessità lascia Benevento con la quarta vittoria consecutiva in una striscia di sei risultati utili. La spinta della fortuna afferrata al volo nei minuti finali, a capo di un lungo penare. Il Genoa ha giocato meglio fino al 75': l'incrocio pieno centrato da Carparelli in abbrivio di gara, il doppio miracolo di Mancini a stornare i veleni di Stroppa e Manetti. I tre punti li porta a casa il Napoli, peraltro frenato dai prodigi di Lorieri sulla botta dalla distanza di Magoni e sulle due conclusioni ravvicinate di Villa e su incornata di Stellone nella ripresa. Questa vittoria riporta indietro nel tempo: il Napoli non vinceva tre partite in successione da sei mesi e quattro mesi. Era il '95, mese di settembre.
Mille e una emozione, da dove vogliamo cominciare? Dall'incredibile finale del Napoli, a lungo disarmato per altri versi dall'impeccabile Genoa, sottomesso, dominato in mezzo al campo. Mutarelli indigesto per Magoni; Vidigal è apparso e scomparso dalla partita; a disagio Bocchetti, intrappolato e messo in evidente crisi dalla posizione del fine Manetti. Un problema, questo. Il trequartista a sostegno di Carparelli unico attaccante, Bocchetti preso in mezzo anche da Ruotolo. Preda della confusione Ametrano sulla corsia destra, il Napoli soggiogato dal 4-4-1-1 genoano e da dirimpettai privi di tutta l'argenteria tunisina impegnata in Coppa d'Africa. Il destino della partita e il campionato stesso del Napoli sono cambiati esattamente nel cuore della ripresa. Sesa s'è messo a giocare come era uso fare a Lecce: bene. Richiamati in panchina Luppi e Bocchetti, il pilota napoletano ha sistemato Graffiedi sulla destra. Il Genoa s'è perso davanti al tridente di De Canio; il Napoli trasformato appunto da Graffiedi, non solo dalle percussioni di Jankulovski. L'emozionante finale ha fatto giustizia anche delle omissioni dell'arbitro: ignorate le interferenze irregolari in area di Carparelli e Stroppa; il secondo giallo risparmiato a Luppi nel primo tempo.
Indimenticabile il finale, per i tifosi del Napoli. Il Genoa ha sbandato sotto le percussioni di Graffiedi, hanno trovato la linea Jankulovski e Vidigal. Il cuore ha consigliato a Bonomi di traslocare dalle parti di Lorieri. Agevolato dal pugno moscio del portiere in uscita, il piatto sinistro di Bonomi è riuscito a trovare il gol in mezzo a diciotto gambe. Il corridoio della felicità per il Napoli e della disperazione per il Genoa sbigottito: pensava già di aver vinto e i suoi non erano pensieri sbagliati. Ma era niente rispetto a quello che sarebbe accaduto al 40', in zona Graffiedi. Il sinistro di Jankulovski a catapultare il pallone in mezzo all'area, sporco l'intervento in acrobazia di Giacchetta: Malagò tradito dal mezzo liscio, lestissimo Graffiedi davanti a Lorieri, il pallone uncinato con il sinistro. Un gancio al mento al Genoa, incredulo e felice il Napoli tutto cuore e fortuna. Vittoria importante, per come è maturata, e pesantissima nei significati nella domenica che mette fine all'esilio. Da Benevento arriva un segnale, il vento è cambiato: il Napoli vince anche quando l'impresa sembra impossibile.
 
MANCINI 7
LUPPI 6.5 (15'st Montezine 6)
BONOMI 6.5
VILLA 6
BOCCHETTI 5.5 (25'st Graffiedi 7)
AMETRANO 6
MAGONI 5.5
VIDIGAL 5.5
JANKULOVSKI 7
SESA 6 (48'st Caruso sv)
STELLONE 6

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