Lunedì 9/12/2002 – Posticipo della quindicesima giornata -
 
Colomba trascina il Napoli in C.
Nel posticipo di B la squadra partenopea condannata da due errori difensivi.
Decide una doppietta di Fava. Ininfluente il rigore realizzato da Dionigi. Il tecnico nei guai.
 
TRIESTINA – NAPOLI 2 – 1 (11004 spettatori)

TRIESTINA (4-3-3): Pagotto, Ferri, Bega, Bacis (40'st Maietta), Parisi, Gentile (15'st Boscolo), Masolini, Del Nervo, Zanini, Fava, Muntasser (24'st Gubellini).
Panchina: Pinzan, Medri, Budel, Beretta. All. E. Rossi.
NAPOLI (4-4-2): Mancini, Troise (9'st Floro Flores), Baldini, Stendardo, Bocchetti, Saber, Vidigal, Cristiano Ferrarese, Sesa (36'st Montezine), Dionigi (34'st Pianese).
Panchina: Storari, Quadrini, Husain, Mancino. All. Colomba.

MARCATORI: 19'pt Fava, 4'st Fava, 8'st Dionigi (r).

La Triestina con la bora in poppa. Il Napoli gelato nel freddo polare dello stadio dedicato a Nereo Rocco. Trieste investita a raffiche di vento a cento all'ora, va la Triestina alla sua solita, alta velocità. "Torneremo in A" canta a squarciagola il suo popolo in delirio. La Triestina s'è arrampicata lassù, proprio lassù: è prima in classifica, le altre costrette a leggerle la targa. Zanzini l'ha ispirata, l'ha esaltata Fava, una doppietta scaricata sulla schiena del Napoli. La doppia unghiata dell'ex, avendo cominciato l'attaccante a tirare calci giovani proprio a Soccavo. Non si rialza il Napoli, al terzo rovescio consecutivo in trasferta. Stavolta però evitando la brutta figura, purtroppo resta tragica la sua classifica. Dionigi dal dischetto l'ha rimesso in partita, Floro Flores invano ha tentato di riportarlo sulla stessa linea dell'avversario superiore in tutto. La bora ha spinto lontano dalla porta il lob del giovane attaccante. Il Napoli torna da Trieste gelato e battuto, ma non umiliato.
Cronici patimenti degli esterni difensivi hanno originato il comodo gol del vantaggio triestino, accolto con un boato dalla curva intrepida e fiduciosa attesa. Muntasser prevalente su Troise, dilagante da ogni posizione Zanini. Grande padronanza dell'attrezzo, furbizia, senso tattico, buon dribbling: il pelato inafferrabile nel primo tempo, ora partendo da destra, punta centrale del tridente d'attacco in seguito. Muntasser due volte al cross da sinistra, voragine napoletana in centroarea, di sicura bellezza il tocco smarcante di Zanini, troppo e tutto facile per Fava. Mancini impallinato da sette metri, incontenibile l'esultanza del marcatore della Triestina. Un ex molto alla lontana, nelle giovanili del Napoli non ebbe fortuna. A capo di una carriera errante, ha trovato meritato successo a Trieste. Identica, in fotocopia, la dinamica del raddoppio in avvio di ripresa. Firmato dall'implacabile Fava, servitore evidentemente di una vendetta a mo' di piatto freddissimo; un piccolo capolavoro l'assist di Masolini, il pallone filtrante ad infilare l'intera difesa napoletana, dribbling su Mancini in uscita, Fava ancora a segno. Lo stadio in delirio, le canzoni a mo' di sfida alla bora e al freddo polare. Il popolo della Triestina s'è riscaldato così.
Il Napoli castigato dall'immancabile vuoto di memoria, nel primo tempo giocato non male. La linea difensiva a quattro, il giovane Stendardo centrale nella parte di Bonomi, squalificato. Difesa guarnita, protetta da Cristiano, molto basso in mezzo ai centrocampisti, laddove s'è male industriato Saber, molto alto sulla destra. Energico Vidigal, recuperatore di palloni e puntualmente in grado di riavviare bune ripartenze, nonostante la presenza in mezzo di due clienti indubbiamente di riguardo, Masolini e Del Nervo. Ma la Triestina è organizzata, gioca a memoria, in velocità, alla continua ricerca della profondità. Zanini si fionda negli spazi come nessuno, cercano l'uno-due al limite dell'area senza soluzione di continuità. Forte vento ha trasformato gesti tecnici e lanci lunghi in cose estremamente improbabili. Palla a terra, è apparsa evidente la migliore qualità della Triestina. Ha provato a rendergli la vita meno agevole Ferrarese, esterno sinistro di centrocampo: lui la profondità l'ha cerata e spesso l'ha trovata, ma in centroarea la solitudine è stata la compagna costante di Dionigi, assistito peraltro da evidente combattività. Bocchetti non se l'è sentita di andare al tiro da posizione invitante; a Ferrarese ha impedito la conclusione all'ultimo momento uno strepitoso recupero di Bacis, felice nell'esecuzione del movimento in diagonale.
Uomini e palloni ha infilato in ripartenza la Triestina in mezzo alle linee del Napoli. Sesa troppo lontano da Dionigi, assistito in seguito da Floro Flores. Il cambio è avvenuto dopo il gol che ha rianimato il Napoli e i suoi 500 irriducibili fedelissimi che l'hanno seguito e incitato nella bora e nel gelo. Dribbling di ferrarese poco dentro l'area, Bacis ne ha agganciato il piede d'appoggio, fallo da rigore. Esemplare l'esecuzione di Dionigi, il Napoli ha provato a darsi un'ulteriore mossa, ma non s'è spaventata la Triestina, capace di colpire ancora. Un bel gol, ma viziato da fuorigioco: annullato da Rodomonti il 3-1. Un po' di errori della truppa di Rossi, a lungo andare. Sprecone Gubellini, mentre Zanini non s'è mai stancato di fornire idee e palloni. Ridotto lo svantaggio, il Napoli è andato all'assalto con generosità non sorretta da necessaria lucidità e soprattutto dalla cattiveria al momento della battuta conclusiva. Hanno cercato il tiro un po' tutti, persino il giovanissimo Pianese. Però non ha dovuto sbrigare un gran lavoro Pagotto, l'altro ex di giornata tenuto in stato di allerta dai disperati tentativi napoletani. Sette al Napoli per la buona volontà, il resto è da cinque. Il primo posto in classifica vale un'abbondante sufficienza alla Triestina.
 
MANCINI 6
TROISE 5 (9'st Floro Fores 5.5)
BALDINI 5.5
STENDARDO 6
BOCCHETTI 5.5
SABER 5
CRISTIANO 6
VIDIGAL 6.5
FERRARESE 6.5
SESA 5.5 (36'st Montezine sv)
DIONIGI 6 (34'st Pianese sv)

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