Sabato 08/05/2004 – Quarantunesima giornata -
 
Napoli, fa tutto Dionigi.
L'attaccante sbaglia un rigore, poi sigla il gol che annulla l'autorete di Carrera.
Traversa di Zanini. Ma arriva solo il 23° pareggio stagionale per gli azzurri.
 
NAPOLI – VENEZIA 1 – 1 (13420 spettatori)

Arbitro: Cassarà di Palermo.
Guardalinee: Battaglia – Benedetto.

NAPOLI (4-4-1-1): Manitta, Del Grosso, Portanova, Carrera, Cvitanovic, Bernini, Perovic (29'st Mantesanto), Marcolin, Vidigal (38'st Vieri), Zanini, Dionigi.
Panchina: Sorriso, Olive, Martinez, Pasino, Sesa. All. Simoni.
VENEZIA (4-4-2): Benussi, Orfei, Calori, Giubilato, Bianchi (44'pt Turato), Pisani, Liendo (20'st Brellier), Anderson, Babù (10'st Manetti), Biancolino, Poggi.
Panchina: Saula, Grassadonia, Parente, Ginestra. All. Gregucci.

MARCATORI: 5'pt Carrera (aut), 9'st Dionigi.

Fischi al Napoli, ancora un pareggio. Una altro ancora, questo porta il numero 23. Il Venezia deve metterci l'attenzione difensiva, prima di limitarsi a guardare. Attraversati da calcoli e paura, i venti minuti finali sono finte e minuetti, non più una partita. Invece abbastanza seria fino a metà ripresa. Fa tutto il Napoli, l'autogol di Carrera, il tentativo di harahiri, il rigore-regalo schiaffato nella pattumiera da Dionigi, il pareggio dell'attaccante. Il suo gol viene accolto dagli insulti dei curvaioli e da uno striscione sguaiato confezionato all'istante.
Pasticci del Napoli, tempesta di fischi. Marcolin in campo a sorpresa, passeggiate a uno all'ora, inconsistente l'opposizione sulla trequarti in posizione di play basso. Centrocampo del Napoli con due lentoni, Marcolin e Perovic. Montesanto in panchina, non si capisce perché. Pasticcio numero uno, a seguire l'altro che scrive il parziale del primo tempo. Spiovente lungo, palla poco dentro l'area, sembra sotto il dominio di Carrera, ancorché pressato. Manitta si precipita fuori dai pali, e quando il maturo compagno, quarantenne tutto esperienza, appoggia all'indietro è troppo avanti il portiere. Pallone lemme lemme verso la porta sguarnita, autogol al 5'. Zamboni e Tosto indisponibili, là dietro succedono cose turche, di tanto in tanto. Colpito al mento da se stesso, davanti all'incredulità di 49 tifosi veneziani, il Napoli passa dai primi due pasticci al pasticciaccio. Gentile concessione dell'arbitro Cassarà, un cadeau a riparare l'abbondante maltolto nel derby con la Salernitana. Scomposto l'intervento di Orfei in contrasto con Zanini, 28', ma non fallo da calcio di rigore. Ma non per per l'arbitro, che non si fa pregare, perché evidentemente non vedeva l'ora. Dionigi sul dischetto, un pasticcio l'esecuzione, fiacca, centrale. Tutto facile per Benussi, sostituto del manesco Soviero, colpito da lunga squalifica. Terzo errore su cinque di Dionigi dagli undici metri in questo campionato: la classifica del Napoli non piange e non ride.
Fischia una curva, l'altra invece è per l'incitamento. Il Napoli non esiste nella zona centrale della mediana. Un soffietto, il Venezia. Tutti a difesa del vantaggio e del via con qualche ripartenza manovrata. Spinge Del Grosso, che neanche si cura di Babù, nefasto per il Napoli ai tempi della Salernitana. Spinge soprattutto Bernini, sulla destra e talvolta anche in percussione centrale a dettare ed agevolare le sovrapposizioni di Del Grosso. La panchina veneziana costretta a provvedere, fuori Bianchi, l'allarmato Gregucci si affida alla solidità di Turato. Vanno dentro Bernini e Del Grosso, lavora palloni interessanti, ma è tutto qui il Napoli del primo tempo. Triangoli non riusciti. Dionigi annientato dal clamoroso errore, solitaria la conclusione di Perovic e un po' di sofferenza sul fianco sinistro: Cvitanovic non può essere la stessa cosa di Tosto. Ben guarnito in difesa il Venezia, l'accorto primo tempo a sottolineare la buona condizione attuale. Due vittorie e sei gol prima di raccogliere l'autorete di Carrera.
Dai pasticci alla sorpresa sull'altra fascia, la sinistra. Zanini sfonda da quel lato, armato da Vidigal per il dribbling e il sinistro in area, botta e pallone a lato di centimetri. Pagano alla svelta l'aggressione, il pressing alto, le percussioni. Zanini dalla piazzola del calcio d'angolo, al 9'. Limpidi stacco e incornata di Dionigi, gesti vincenti a far giustizia degli insulti e di uno striscione volgare fresco di vernice appeso incurva all'intervallo. Gol e fischi, pensate a che punto è arrivato un certo tipo di tifo del Napoli. Comunque, secondo tempo pieno di Napoli, il Venezia inserisce Manetti e Brellier, ma vede l'altra area una sola volta in 25': a lato il diagonale di Poggi. Sale Vidigal e ancora di più Zanini, ispirato ma soprattutto incontenibile. Volata palla al piede, slalom, due avversari seminati, destra ad effetto, pallone contro la traversa.
Sembra l'annuncio di altre belle cose in arrivo, invece è l'inizio di trenta minuti di noia, la fine della partita seria, l'inizio di un'altra cosa non esattamente di tipo agonistico, e l'ufficializzazione del pareggio numero 23 in questo campionato del Napoli, messo in mora dai suoi giocatori, ormai salvo, purtroppo però né carne né pesce. Ma forse è già tanto pere le traversie che hanno attraversato questa squadra e questo pubblico.
 
MANITTA 6
DEL GROSSO 6
CARRERA 5
PORTANOVA 6.5
CVITANOVIC 5.5
BERNINI 6.5
MARCOLIN 5.5
PEROVIC 5.5 (29'st Montesanto sv)
VIDIGAL 6 (38'st Vieri sv)
ZANINI 6.5 (29'st Sesa sv)
DIONIGI 6
Simoni 6

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