Domenica 29/05/2005 – Semifinale play off - Andata -
 
Napoli, come leoni.
Sotto di un gol, in 10 (espulso Ignoffo), pareggia Capparella nel recupero.
 
SAMBENEDETTESE – NAPOLI 1 – 1 (12000 spettatori)

Arbitro: Damato di Barletta.
Guardalinee: Di Prisco e Zanatta.

SAMBENEDETTESE (4-2-3-1): Mancini. A. Femiano, Taccucci, Canini, Colonnello, Amodio (27'st F. Femiano), Cigarini, Leon, Bogliacino, (44'st Da Silva), Tedoldi, Martini (18'st De Rosa).
Panchina: Spadavecchia, Dominguez, Favaro, De Lucia. All. Ballardini.
NAPOLI (4-2-3-1): Gianello, Grava, Ignoffo, Giubilato, (1'st Accursi), Bonomi, Montervino, Fontana, Abate (31'st Capparella), Pià, Consonni, Calaiò (1'st Sosa).
Panchina: Renard, Mora, Montesanto. All. Reja.

MARCATORI: 30'pt Bogliacino, 47'st Capparella.

Tutto come da copione: pressing a tutto campo, continui corpo a corpo, bagarre sfiorata nel finale. Nessuno però aveva previsto un caso simile a quello di Lazio-Fiorentina: un gol non accordato, non visto, un autentico giallo. Sul risultato di uno a zero per la Sambenedettese, il Napoli perviene al pareggio con Sosa: il pallone non trattenuto da Mancini supera la linea bianca, ma viene riacciuffato con un secondo intervento dal portiere. L'arbitro Damato, non proprio in condizioni ideali per decidere, guarda il collaboratore di sinistra che resta immobile e fa cenno di proseguire. Una topica. Può succedere. Ma se accade in una partita così importante rischia di compromettere una stagione. Da quel momento in poi, saltano i nervi in campo e sulla panchina del Napoli e il direttore di gara perde letteralmente il controllo, espellendo prima Ignoffo, allontanando poi Reja, sedando a malapena i parapiglia che si scatenavano ad ogni interruzione di gioco. A tempo quasi scaduto, Capparella riacciuffa il pari con un gran gol ed in parte gli animi si placano. Ma restano le recriminazioni da parte del Napoli, resta la coda velenosa che promette poco di buono per il ritorno, restano le perplessità su una categoria (quella arbitrale) che se deve tenere conto dei ricambi per migliorare qualitativamente il settore, c'è poco da stare allegri. Damato, al di là del gol non visto, lascia molto a desiderare nella gestione complessiva della partita. Danneggia ancora il Napoli annullando un gol di Pià per un fuorigioco inesistente e lascia dubbi su un'azione interrotta prima che Alfredo Femiano concludesse in gol.
Arbitraggio a parte, la sfida comincia e termina sui binari dell'alta tensione. Alla partenza a razzo della Sambenedettese, il Napoli replica cercando di imprimere ritmi bassi e senza disporsi in campo con il necessario equilibrio. Il 4-2-3-1 dei padroni di casa è sicuramente più armonico ed incisivo di quello degli ospiti. Bogliacino fa quello che vuole sulla trequarti. Non lo prende Fontana che gioca troppo avanti, non riesce a prenderlo un difensore. per la prima mezz'ora, il Napoli è in balia della formazione di Ballardini: frizzante, razionale, micidiale sulle palle inattive e sulle controfughe. Troppo squilibrati i partenopei per opporsi a quelle furie vestite di rosso-blu: Consonni rimane troppo alto sulla sinistra, Abate non ce la fa a fungere da stantuffo e solo Montervino si danna l'anima per tamponare e cercare di ripartire. Se a questo si aggiunge la mancanza di sprint da parte della difesa Napoletana, su tutti Giubilato in evidente disagio, il quadro è completo. La Sambenedettese, dopo aver sfiorato il vantaggio al 27' con Martini che si vede negare da Gianello il tiro a botta sicura, l'ottiene tre minuti dopo: lancio lungo della difesa, Ignoffo manca lo stacco aereo, Bogliacino si incunea come un falco sulla sfera, mette fuori causa Giubilato e trasforma con un interno destro, imprendibile alla sinistra di Gianello. Reja passa al 4-3-3 ma con risultati ancora più scadenti.
Nella ripresa, il Napoli si presenta con Accursi al posto di Giubilato e Sosa che rileva un inefficace Calaiò. Cambia la gara. Ora è il Napoli a minacciare la Sambenedettese. All'11' il giallo del gol non visto. Al 15', un altro tiro di Sosa. I padroni di casa arretrano, arrancano, calano sul piano atletico (su tutti Leon che aveva disputato un ottimo primo tempo). Ma soltanto con l'ingresso di Capparella al posto di Abate, il Napoli ritrova brillantezza. Nonostante l'espulsione di Ignoffo per una manata a Taccucci a gioco fermo, i partenopei agguantano il pari in pieno recupero: Capparella chiede lo scambio a Sosa e sul passaggio di ritorno, quasi da terra indovina la parabola che manda in delirio i tremila napoletani presenti al Riviera. Un gol inseguito per mesi, il primo di Capparella in maglia azzurra, un'ipoteca importante per l'accesso alla finale.
 
GIANELLO 6
GRAVA 5.5
IGNOFFO 4.5
GIUBILATO 5 (1'st Accursi 6)
BONOMI 6
MONTERVINO 6.5
FONTANA 6
ABATE 5.5 (31'st Capparella 7)
CONSONNI 5.5
PIA' 6.5
CALAIO' 5 (1'st Sosa 6.5)

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