NON VA, PETISSO

pesaola napoliLa gente rimpiange Vinicio, alcuni acquisti non si rivelano efficaci (come Chiarugi per Braglia), Savoldi incappa in una stagione nera. La gente fischia.; quando la Juventus vince e danza al San Paolo, piovono insulti e, quel che è peggio, monete. Il guardalinee Binzaghi viene colpito e ferito. San Paolo squalificato per due turni. Il Napoli che va male in campionato, va bene in Coppa delle Coppe: arriva fino in semifinale e, dopo aver vinto in casa per 1 a 0 grazie ad una sassata di Bruscolotti, perde nel ritorno dopo essere passato in vantaggio con Speggiorin: il gol, però, viene annullato dall'arbitro inglese Matthewson, fornitore in Gran Bretagna della birra che sponsorizzava il ricco e prestigioso club belga. Il campionato si conclude con una invasione di campo, a stento frenata, durante Napoli-Fiorentina. Ferlaino affida al giovane tecnico napoletano Gianni Di Marzio ed al direttore sportivo Giorgio Vitali la ricostruzione.
Partono Carmignani, Burgnich, Vavassori, Orlandini, Speggiorin, Esposito e Montefusco (quest'ultimo abbonato alle cessioni ed ai ritorni). Largo ai giovani è il motto caro a Di Marzio, detto anche "la chiacchiera" per le indubbie qualità oratorie. Mattolini, Restelli, Stanzione, Ferrari, Mocellin, Casale, Pin, Valente, Gabriellini e Capone sono i debuttanti nel glorioso Calcio Napoli. Juliano è ancora capitano-bandiera, mentre il campionato è deludente per "cavallo pazzo" Chiarugi che finisce fuori squadra anche in concomitanza dell'esplosione di Totonno Capone, un salernitano dal dribbling più che brasiliano, incantatore di folle e di difensori. Capone serve una miriade di palle-gol a Savoldi, che spesso segna. Tra alti e bassi il campionato finisce comunque discretamente, perché il Napoli ottiene la qualificazione alla Coppa UEFA.
Per l'anno successivo, si pensa di fare a meno di Mattolini, Mocellin, Gabriellini, Stanzione, Casale, Musella, Chiarugi, Restelli, Pogliana, La Palma e Massa. L'ennesima rivoluzione. Di Marzio resterà comunque legato alla stria del Napoli, perché, al ritorno dai mondiali di Argentina del 1978, dichiara di aver visto giocare, purtroppo non con la maglia biancoceleste, il fenomeno del calcio, Diego Armando Maradona, da Lanus, quartiere poverissimo di Buenos Aires, di diciassette anni. Nessuno, purtroppo, gli dà retta. Nel frattempo, una diatriba tra Ferlaino e Juliano priva anche il Napoli del suo storico capitano, un autentico compasso per linearità di geometrie. Totonno finisce la carriere a Bologna, a casa di Pesaola, ma senza entusiasmare. Tesser, Pellegrini, Majo, Caso e Filippi sono i volti nuovi, più i vecchi Castellini e Caporale ingaggiati dal Torino, il primo portiere, il secondo libero. Dopo due sole giornate, dopo il ko di Firenze che seguì il 2 a 1 al San Paolo con l'Ascoli, Ferlaino esonera di Marzio. Al suo posto, Vinicio.
Ferlaino è di sicuro il presidente storico per eccellenza del Calcio Napoli. Ed è l'uomo dei colpi sul mercato. Gli sarebbe riuscito anche quello di Paolo Rossi, se il calciatore non si fosse opposto al trasferimento. Intanto, finalmente, il Napoli comincia a vincere. La squadra Primavera, allenata da Mario Corso, diventa Campione d'Italia. 89'992 spettatori paganti sono il record di Napoli-Perugia. Uragano di fischi su Paolo Rossi, il Signor No. A quattro giornate dalla fine del campionato, Vinicio si dimette. Ferlaino vede andar via anche fidati dirigenti, promuove Angelo Benedicto Sormani allenatore temporaneo (squadra già salva) e affida l'incarico di direttore generale allo scorbutico, ma abilissimo Tototnno Juliano che firma i veri grandi capolavori sul mercato del Napoli: prima l'olandese Rudy Krol, uno dei simboli del mitico Ajax, e, poi, Diego Armando Maradona. Kroll giunse nel 1980, Maradona quattro anni dopo. Allena il Napoli di Kroll il tecnico Rino Marchesi, e la squadra partenopea finisce al terzo posto. C'era pure chi aveva sognato lo scudetto, ma in quell'anno ci fu pure la sciagura tremenda del terremoto. Intanto, Ferlaino e Juliano litigano di nuovo. E' Palanca, attaccante tascabile acquistato dal Catanzaro, l'acquisto doc di Ferlaino: un fiasco. Marchesi, "Re Tentenna", inventa il ruolo del doppio capitano: Vinazzani in campionato, Kroll nelle coppe eropee perché "parla le lingue". Al posto di Juliano, subentra come direttore generale Beppe Bonetto. Bonetto, per fare un dispetto a Marchesi, vuole ingaggiare Massimo Giacomini (sua scoperta al Torino) e acquista in Argentina l'attaccante Ramon Diaz. Marchesi va all'Inter. Giacomini arriva a Napoli, se ne va pure Mariolino Corso e la squadra Primavera viene affidata a Sormani. Dopo undici giornate Giacomini viene esonerato e torna Pesaola che salva la squadra inabissatasi verso la serie B. Nel frattempo, un giocatore rischia di finire in carcere per emissione di assegni a vuoto per colpa delle scommesse all'ippodromo di Agnano, Ferlaino si dimette per far posto all'ingegnere Brancaccio, salvo ritornare alla guida insieme con Totonno Juliano.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aiuto

2003-2016 © Napoligrafia