|
LE ORIGINI
Il Napoli è una squadra e un sentimento, una maglia e un'emozione e, come si
legge sugli striscioni, il Napoli è un unico grande amore.
Nel 1905 il quartiere Vomero, oggi un groviglio di palazzi sistemati come pezzi
di saponette, era aperta campagna. Gli ortaggi del Vomero venivano portati in
vendita ai mercati dove le governanti delle famiglie della Napoli bene facevano
la spesa per i "signori".
In Inghilterra il football era già nato, e così, alcuni marittimi inglesi fecero
una società con dei giovani napoletani e nacque la prima squadra di calcio di
cui ci sia notizia certa: Naples Football Club. Naples, molto lontano dal Napoli
che ancora oggi è una delle squadre con più tifosi al mondo. Grazie anche
all'altissimo numero di meridionali, dunque non solo napoletani, sparpagliati
ovunque.
Il primo presidente del Naples fu, guarda un po', un ingegnere: Amedeo Salsi.
Evidentemente un segno del destino. Il Naples, una volta a settimana, si
allenava su un campo pieno di polvere ai piedi della collina di Posillipo, a
poca distanza da Bagnoli, che è stata una delle vere culle del calcio in
Campania. Il Naples passò alla storia per aver sconfitto i marinai-calciatori
della nave Arabik, divenuti famosi per aver schiantato il Genoa, prima società
calcistica d'Italia, in occasione di un attracco nel capoluogo ligure, per 3 a
2: gol di Mac Pherson, Scafoglio e Chaudoir. L'eco di quel successo fece il giro
d'Italia. Un'altra società si faceva conoscere; l'Internazionale di Napoli. E
alla vigilia della stagione agonistica 1923/24, ci fu la fusione grazie
all'intuito ed alla tenacia di
Giorgio Ascarelli che divenne presidente
dell'Internaples.
Nel 1926 la squadra napoletana fu ammessa alla divisione nazionale, unica
rappresentante del Sud. Fu allora che, su proposta di Ascarelli, la
denominazione da ingleseggiante divenne italianissima: Associazione Calcio
Napoli.
|