Palermo – Napoli 3-0

3ª GIORNATA

Napoli eliminato

Netta sconfitta al Barbera contro un Palermo cinico che chiude la pratica già nel primo tempo.

Coppa Italia
Mer 29/08/01

PALERMO

NAPOLI

stadio Renzo Barbera
1685 spettatori
palermo napoli arbitro Palmieri
guardalinee  
 
 
 

3

0

 
gol 42’pt Belmonte ammonizione ammonizione 12’st Stendardo  
gol 46’pt Longo ammonizione Ametrano  
gol 28’st Frezza ammonizione Bigica  
PALERMO (3-4-1-2): Sicignano; Giampietro, Chionna, Ferri (1’st Ciaramitaro); Shakpoke, Longo, Furiani, Scaringella (16’st Accardi); Frezza; Belmonte, Palumbo (25’st Vassallo).
Panchina: Aprile, Abate, Giannusa, Rinaudo. Allenatore: Mutti.

NAPOLI (3-4-1-2): Roccati; Stendardo, Caruso, Malafronte; Ametrano, Bigica (26’st Troise), Di Napoli, Russo; Numerato (1’st Avolio); Kamara, Graffiedi (28’st Mancino).
Panchina: Graganiello, Festa, Platone. Allenatore: De Canio.

Livorno – Napoli 1-3

2ª GIORNATA

Il Napoli si rialza a Livorno

Gli Azzurri espugnano l’Armando Picchi con un netto 1-3 nella seconda sfida di Coppa

Coppa Italia
Dom 19/08/01

LIVORNO

NAPOLI

stadio Armando Picchi
5.879 spettatori
livorno napoli arbitro Preschern
guardalinee  
 
 
 

1

3

 
gol 44’st’ Tonino Martino gol 17’pt Roberto Stellone  
ammonizione Claudio Grauso gol 37’st’ Roberto Stellone  
ammonizione David Stefani gol 47’st David Sesa  
ammonizione Gianpiero Piovani ammonizione Roberto Stellone  
ammonizione Francesco Moriero  
ammonizione Mauro Bonomi  
LIVORNO (3-5-2): Ivan; Vanigli, Melara, Cannarsa; Martino, Stefani, Grauso, Doga (18’pt Chiellini), Piovani; Basso (23’st Scichilone), Alteri (23’st Saverino).
Panchina: Palmieri, Balleri, Milianti, Serafini. Allenatore: Jaconi.

NAPOLI (3-4-1-2): Mancini; Villa (43’pt Jankulovski), Caruso (18’st Luppi), Bonomi; Baccin, Husain, Magoni, Bocchetti; Alessi (12’st Sesa); Moriero, Stellone.
Panchina: Roccati, E. Troise, Bigica, Alessi. Allenatore: De Canio.

Napoli – Siena 1-2

1ª GIORNATA

Esordio amaro in Coppa

Il Napoli cade in casa nel match di Coppa Italia contro il Siena; decide la doppietta di Campolonghi.

Coppa Italia
Dom 12/08/01

NAPOLI

SIENA

stadio Dino Manuzzi (Cesena)
5.607 spettatori
napoli siena arbitro Dondarini
guardalinee  
 
 
 

1

2

 
gol 6’st Jankulovski gol 46’pt Campolonghi  
ammonizione Villa gol 22’st Campolonghi  
ammonizione Bigica ammonizione Radice  
ammonizione Baccin ammonizione Sciaccaluga
ammonizione Caracciolo  
NAPOLI (3-4-1-2): Mancini; Villa, Luppi, Troise (19’st Alessi); Jankulovski, Bigica, Bocchetti, Baccin (46’st C. Caruso); Moriero; Sesa, Floro Flores (32’st Graffiedi).
Panchina: Roccati, Malafronte, Ametrano, Magoni. Allenatore: De Canio.

SIENA (4-4-2): Gianello; Argilli, Mandelli, Mignani, Balzaretti; Radice, Caracciolo, Sciaccaluga, Rossi (40’st Scalzo); Campolonghi (43’st Morello), Zampagna (11’st Lantignotti).
Panchina: F. Rossi, Martinelli, Vangelis, Abdallah. Allenatore: Papadopulo.

Pistoiese – Napoli 1-1

17ª GIORNATA

Jankulovski illude il Napoli.

Annulla subito il vantaggio di Banchelli. Poi gli azzurri insistono ma non passano. Primo pareggio esterno per De Canio & C. I due gol nel primo tempo.

Serie B
Ven 14/12/01

PISTOIESE

NAPOLI

stadio Comunale
2274 spettatori
pistoiese napoli arbitro Gabriele
guardalinee  
 
 
 

1

1

 
gol 3’pt Banchelli gol 26’pt Jankulovski  
ammonizione Consonni ammonizione Luppi  
ammonizione Magoni  

Il vento non sa leggere la classifica e i valori: Pistoiese 1, Napoli 1. Il timbro di Jankulovski e del suo potente piede mancino ad allungare la mini-striscia positiva. Terzo risultato utile consecutivo per la compagnia guidata da De Canio, il tris di vittorie solo sfiorato da Stellone in chiusura di primo tempo. Un punto d’oro per la Pistoiese in ripresa. Abituato ormai a partire dallo 0-1, il Napoli masochista in avvio di gara, si procura da solo un gran male. Evidentemente gode quando riesce a regalare il vantaggio all’avversario. Nel ghiaccio di pistoia, sotto gelide raffiche di vento, offre alla Pistoiese la situazione più comoda, la più invitante possibile, all’alba della gara. Sgrammaticato l’appoggio di Luppi, servito Riccio come un prete all’altare, due passaggi e gol. Persino facile, ancorché bella la combinazione vincente. Micco sollecito nello sfruttamento del buco provocato sulla destra da Baccin e Saber, la chiusura è solo un’ipotesi, un batuffolo di ovatta. Morbido il cross radente, un falco il sempiterno Banchelli. Uomo d’area, ladro di gol, Giacomino in corsa appoggia nella porta di Mancini. Partenza ad handicap del Napoli.
Stringara come Mondonico, gli ex del Napoli lasciati in panchina. Sì, pure Ciccio Baiano, reduce dalla conquista di Cagliari. Facile immaginare la delusione del napoletano di Soccavo, spedito in campo a poco più di un quarto d’ora dalla fine. Messa con dolcezza la Pistoiese nella condizione più agevole per sistemare fino a nove giocatori dietro la linea del pallone, ai margini dell’area di rigore, il Napoli comincia a far girare palla. Progressiva la sollecitazione profonda degli esterni, chiaro l’intento di stanare gli avversari votato al pressing asfissiante sui dirimpettai portatori. Riccio e Consonni come assatanati, davanti al fitto e amico sbarramento difensivo. Il Napoli proteso all’occupazione del prato in tutta larghezza, Jankulovski e Montezine adibiti al compito di guastatori. Funziona la verticale sinistra, ma il Napoli raccatta semplicemente una conclusione sbilenca di Stellone e un aborto di tiro dalla distanza con Montezine.
Nel gelo, l’uomo del destino napoletano non poteva che essere uno che viene dal freddo. Un ceco, Marek Jankulovski. Terra-terra il suo siluro controvento, scagliato da almeno 25 metri. Uno schianto di calcio di punizione, la botta del pareggio al 26′, originato da un fallo da tergo su Sesa, costretto all’immediato abbandono. Balli deve limitarsi ad osservare il tracciante, il missile dal centro-destra termina il suo percorso nell’angolo lontano. Gelato anche lui, il copricapo di lana a nasconderlo tutto e a proteggerlo parzialmente da freddo e vento, Giogio Corbelli ha un sussulto nella poltrona. Partito con il solito handicap, il Napoli s’è dato una mossa, proprio come nelle due precedenti giornate di campionato. Jankulovski l’ha svegliato e scosso; lievita intanto Vidigal in mezzo al campo. Attivismo e dominio del portoghese contrastato da Consonni portano il Napoli nei paraggi del raddoppio, in chiusura di primo tempo. Pasticcio di Akassou, potrebbe buttarla dentro Montezine, altruista al massimo nella circostanza. Il soave servizio è per Stellone, doppia battuta a rete da comoda posizione e doppia felice risposta di Balli, in chiusura di primo tempo, governato dal Napoli superiore dal 5′ fino all’intervallo.
Lanci lunghi e via. Controvento nella ripresa, la Pistoiese s’affida appunto ad ampi passaggi nell’intento di limitare il gap tecnico con il Napoli. Palloni comunque insidiosi, non privi di veleno. Come quello che Saber deve sradicare dal destro di Banchelli ad un metro e mezzo da Mancini. Stringe i quattro della difesa De Canio, chiedendo ai centrali di non perdere di vista Ginestra, attaccante napoletano voglioso di togliersi uno sfizio. Monco il Napoli a destra, Rastelli non entra in partita, confusionario e punto Baccin. Sveltezza complessiva dei centrocampisti pistoiesi sembra infastidire il Napoli di nuovo infreddolito, malgrado la spinta del vento a favore. Stellone a corto di rifornimenti e di palloni utili, qualcosina il Napoli produce sulla sinistra. Poca roba, però. La Pistoiese riesce a procurarsi campo e spazi, complici i cronici vuoti di memoria difensivi che tornano puntuali dalle parti di Mancini. Imprecisi i quattro difensori nell’esecuzione del fuorigioco. Monta così un sospetto: il Napoli sembra aspettare il contropiede vincente, la ripartenza assassina. S’allunga invece il Napoli, come appagato dal punto. Progressivo signoreggiare dei centrali difensivi della Pistoiese oltretutto spegne residue velleità. Corrono i toscani, ci provano, recuperano palloni, confezionano persino piccole insidie. Il Napoli si sistema in garitta, evidentemente gli va bene il pari. Missione compiuta, ma il suo finale non è il massimo della vita, proprio no.


PISTOIESE (4-4-2): Balli; Carbone, Bianchini, Akassou, Zini; Cimarelli, Riccio, Consonni, Micco (10’st Perrone); Ginestra (34’st Garba), Banchelli (29’st Baiano).
Panchina: Montestarelli, Bellini, A. Carbone, Lambertini. Allenatore: Stringara.

NAPOLI (4-4-2): Mancini; Saber, Bonomi, Luppi, Jankulovski; Baccin (41’st Floro Flores), Magoni, Vidigal, Montezine (16’st Bocchetti); Sesa (30’pt Rastelli), Stellone.
Panchina: Roccati, Villa, Husain, Alessi. Allenatore: De Canio.

 
MANCINI 6
LUPPI 6.5
BONOMI 6
SABER 6
JANKULOVSKI 7
BACCIN 5.5 (41’st FLORO FLORES sv)
MAGONI 5.5
VIDIGAL 6.5
MONTEZINE 5.5 (16’st BOCCHETTI 5.5)
SESA 5.5 (30’pt RASTELLI 5)
STELLONE 6

Ancona- Napoli 0-1

21ª GIORNATA

Napoli, come ai tempi di Diego.

Sei vittorie e un pareggio: non succedeva dall’88-89, quando il capitano era Maradona. Decide Luppi su rigore. Si blocca Stellone.

Serie B
Lun 21/01/02

ANCONA

NAPOLI

stadio Del Conero
8174 spettatori
ancona napoli arbitro Racalbuto
guardalinee  
 
 
 

0

1

 
ammonizione Maltagliati gol 37’pt Luppi (rig)  
ammonizione Montervino ammonizione Luppi  
ammonizione Villa  
ammonizione Jankulovski  
ammonizione Sesa  

Bello proprio no. Però efficiente, efficace, umile, pratico, il Napoli vincente nella fredda notte di Ancona. Sufficiente il gol di Luppi, l’esemplare esecuzione dal dischetto a trasformare in oro il metallico riflesso di Sesa, sollecito nello sfruttamento della carambola del pallone sul proprio corpo, frutto del rinvio maldestro di Bettini. Un’astuzia svizzera in mezzo alle mille astuzie proposte dal Napoli, possessore di tutte le furbizie nel posticipo della seconda giornata di campionato: proprio quello che il campionato di B richiede e impone, il fallo anche cattivo quando occorre, la perdita di tempo, tutte le furbizie del repertorio. Napoli decisamente non bello, ma funzionale al progetto.
Settimo risultato utile consecutivo per l’orchestra degli umili e degli efficienti diretta da De Canio. Diciannove punti di fila, una striscia da record, il quarto posto a tiro di derby. Domenica la gara di recupero con la Salernitana, riapre il San Paolo, si riappropria del suo stadio la banda titolare di un cammino che sparge nuovo entusiasmo e rinnovate speranze. Il ritmo napoletano è da promozione, la riconquista della A diventa possibile se i due proprietari eviteranno almeno di cedere Stellone, Jankulovski e Vidigal, loro sì indispensabili e fondamentali alla causa. Vendite per realizzo potrebbero indebolire una squadra che va: nessuno come il Napoli negli ultimi due mesi, tra un anno e l’altro. Visto ad Ancona il consulente di mercato Castellani confabulare con Sartori: il Chievo è interessato a Bocchetti.
L’Ancona costretto alla sconfitta di misura e di rigore, in mezzo alle vibrate proteste del suo popolo arrabbiato: rivoli d’insulti sull’arbitro Racalbuto, peraltro illuminato nei momenti cruciali: sanzionati 54 falli ben distribuiti, sei cartellini gialli, il fallo da rigore c’era tutto. Inutile l’arrembaggio dell’Ancona movimentato dai guizzi sempre velenosi di Parente, nei panni del servitore per l’incornata di Castiglione, fiacca ancorchè ravvicinata. Oltre la traversa il tiro di Albino e la bastonata dal limite di Brncic, nella ripresa, durante l’assedio anconetano al Napoli costretto a rinunciare a Stellone (contrattura, in dubbio per il derby) e Jankulovski, usciti per infortunio, e ormai privo di argomenti in attacco. Fuori del coro Moriero, sostituto di Sesa, ancora solo un palo per lui, autore del tiro di punizione che ha chiamato Storari al gesto più applaudito della serata. Moriero uno del tridente con Graffiedi e Montezine. Il Napoli con il 3-4-3 per lunga pezza, nella ripresa. Variazioni sul tema per confondere i dirimpettai pienamente all’altezza fino al vantaggio napoletano. Trova la vittoria nel finale di primo tempo, il Napoli l’ha difesa con implacabile disarmante attenzione. I distruttori di De Canio non hanno fallito un colpo. Vero acciaio inox la difesa del Napoli. Quei due, Villa e Bonomi, proprio come Luppi: decisamente insuperabili.


ANCONA (3-5-2): Storari; Mundula, Maltagliati, Bettini; Montervino, Favo (12’st Brncic), Albino, De Patre, Castiglione (40’st Vieri); Parente, Tiribocchi (12’st Ambrosi).
Panchina: Gori, Peccarisi, Baraldi, Bono. Allenatore: Spalletti.

NAPOLI (4-4-2): Mancini; Villa, Bonomi, Luppi, Jankulovski (31’st Bocchetti); Montezine (25’st Graffiedi), Ametrano, Vidigal, Magoni; Sesa (17’st Moriero), Stellone.
Panchina: Roccati, Troise, Bigica, Floro Flores. Allenatore: De Canio.

 
MANCINI 6.5
LUPPI 7
BONOMI 6.5
VILLA 6.5
JANKULOVSKI 6.5 (31’st BOCCHETTI sv)
AMETRANO 7
MAGONI 7
VIDIGAL 7
MONTEZINE 6 (25’st GRAFFIEDI sv)
SESA 6 (17’st MORIERO 5.5)
STELLONE 6

Napoli – Cosenza 4-2

16ª GIORNATA

Stellone, sembravi Bobo Vieri.

Due gol fantastici, il Napoli vola. A segno anche Montezine e Jankulovski. I calabresi crollano e contestano l’arbitraggio di Racalbuto (espulsi Imbriani e Zaniolo).

Serie B
Dom 09/12/01

NAPOLI

COSENZA

stadio Santa Colomba (Benevento)
6665 spettatori
napoli cosenza arbitro Racalbuto
guardalinee  
 
 
 

4

2

 
gol 15’pt Stellone gol 5’pt Zaniolo  
gol 42’pt Stellone gol 21’st Imbriani  
gol 2’st Montezine espulsione 43’st Imbriani  
gol 47’st Jankulovski ammonizione ammonizione 45’st Zaniolo  
ammonizione Bonomi ammonizione Tatti  
ammonizione Troise ammonizione Di Sole  
ammonizione Edusei  

Se l’immenso Diego non borbotta, i gol di Stellone sono prodigi maradoneschi. Idem, se Vieri non ritiene blasfemo l’accostamento. Due capolavori, in rovesciata e incornata. Otto e mezzo all’attaccante, c’è lui, sempre lui, la sua opera, anche nelle battute da fermo di Montezine e Jankulovski. Prodigi questa volta balistici, originati appunto da devastanti incursioni in dribbling dell’inarrestabile Stellone. E c’è il Napoli, tutto il Napoli, con il suo indecifrabile Dna, le sue virtù finalmente manifeste e i suoi inguaribili vizi, nello spettacolare emozionate andamento della vicenda e nella conclusione stessa della partita. Sei gol, alcuni molto belli, esecuzioni davvero magistrali. Il Napoli a tratti irresistibile, squadra vera; il Napoli qua e là pasticcione, masochista, amante di regalarsi l’handicap in partenza. Il Cosenza risoluto e cinico in avvio, poi soggiogato da Stellone; sbadato davanti ad Aldegani; geometrico e minaccioso a metà ripresa, schiumante rabbia nel finale. Inseguita l’ipotesi di un pareggio che avrebbe assunto i connotati dell’incredibile, complice l’inspiegabile cambio d’assetto del Napoli proposto da De Canio all’11’ della ripresa. Il Napoli ha rischiato d’incartarsi di brutto, sul 3-2.
Due babà di Stellone, all’ottavo centro in campionato in nove partite, si ferma nel gelo di Benevento, su questo campo di patate, la corsa e la striscia positiva del Cosenza. Avrebbe pagato di tasca propria l’allenatore ex del Napoli per non perderla, questa partita nata bene per il Cosenza e finita malissimo. Mancini s’è precipitato fino a metà campo per insultare Mondonico, che lo mise fuori della porta a Napoli. Inequivocabile la gestualità, parimenti chiaro il labiale attraverso il binocolo. Il rientro delle squadre nello spogliatoio si consuma in mezzo a flotti di veleno. Il Cosenza incavolato nero con Racalbuto: l’arbitro ha mostrato il rosso a Imbriani e Zaniolo nei minuti terminali della partita. Il Cosenza in nove, quando Jankulovski gli ha mollato l’ultima botta sulla schiena. Un missile terra-terra sganciato con il piede sinistro, il tiro franco provocato dal fallaccio su Stellone lanciato in dribbling, manco a dirlo.
Sale il Napoli, scala la classifica, con questa seconda vittoria in sei giorni. Pensate un po’, in casa non vinceva due partite di seguito dal 90′. Undici anni sono volati via dai giorni di Maradona, riapparso allo stadio Santa Colomba attraverso le prodezze di Stellone, emulo, a ben vedere, anche del Vieri interista. Il Cosenza in vantaggio al primo attacco, una conferma che il masochismo del Napoli è senza fine. Conquista il fondo Apa, il piede maldestro sventurato di Baccin indirizza l’attrezzo sul collo esterno di Zaniolo, la battuta al volo indirizza contro la faccia interna della traversa il pallone che poi s’adagia oltre la linea. Mondonico, a quel punto, 5′ del primo tempo, avrà pensato di poter guadagnare il grande sfizio, magari anche a dispetto delle scelte iniziali: Mendil e Imbriani in panchina, come Altomare e Moscardi. Funzionale l’agilità di Apa sulla corsia destra, svelti nelle ripartenze Edusei e Lentini. Ha sorpreso tutti De Canio: Jankulovski esterno sinistro, Troise sistemato sul lato battuto dai dribbling e dai cross di Lentini, Baccin rientrante sulla fascia destra. Si sarà illuso il tosto Cosenza, forse presto convinto di realizzare l’ennesimo colpo grosso. Ipotesi e possibilità si rivelano alla svelta peregrine: Stellone non si regge neanche con le catene. L’attaccante semina il panico nelle linea avversarie, sparge timori, devasta. Basta e avanza per colmare l’handicap in dieci minuti.
L’acrobazia del pareggio è da manicomio. Doppio cross di Baccin da destra, Stellone s’avvita nell’aria e col destro, il suo piede meno istruito, disegna una spettacolare rovesciata. Da sballo anche il bis, l’unghiata che ferisce a sangue il Cosenza. Stavolta il cross teso in corsa è di Vidigal, l’acrobazia è un tuffo a pesce, la testa a mo’ di cucchiaio, l’incornata scatena l’ovazione del popolo infreddolito, riscaldato appunto dal nuovo condottiero del Napoli. Vidigal dominatore in mezzo al campo, Baccin incisivo sulla banda, Magoni grande faticatore in mediana, Luppi baluardo difensivo, Jankulovski in crescita come esterno sinistro, e Montezine. Chicca del brasiliano in avvio di ripresa, originata anch’essa dall’ennesima, irresistibile percussione di Stellone, stroncato al limite dell’area. Il sinistro del brasiliano, al quarto centro in campionato, è un brillantino. Aldegani neanche abbozza l’intervento, non c’è difesa contro quel perfido effetto.
Partita finita, il Cosenza a casa? Mai dire mai quando in campo c’è il Napoli, stravolto e confuso dall’assetto conseguente all’ingresso di Husain per Montezine. Possibile mai? Troise dirottato sull’ispirato Imbriani, Baccin chiamato a traslocare su Lentini, Husain e Jankulovski centrali in mezzo al campo, Vidigal sull’esterno e impossibilitato a contenere le Volate di Modesto; Magoni confinato sull’out sinistro. La nuova disposizione favorisce e provoca il dilagare del Cosenza. Semina il panico Lentini, serve buoni palloni il redivivo Mendil, si scatena Imbriani, il diagonale sottomisura per il 3-2. Venti minuti virili e lucidi del Cosenza, il Napoli in apnea fino a quando De Canio non lo rivolta di nuovo. Vidigal in incornata e Sesa vicinissimo al gol, la perla finale di Jankulovski nella strepitosa giornata di Stellone e del Napoli. La zona A è a cinque punti, non ancora vicina, però da ieri meno lontana.


NAPOLI (4-3-1-2): Mancini; Troise, Bonomi, Luppi, Jankulovski; Baccin (32’st Moriero), Magoni, Vidigal; Montezine (11’st Husain); Sesa (46’st Rastelli), Stellone.
Panchina: Roccati, Villa, Ametrano, Floro Flores. Allenatore: De Canio.

COSENZA (3-4-1-2): Aldegani; Guzzo, Di Sole, Paschetta (17’pt Maldonado); Apa (4’st Imbriani), Edusei, Giandebiaggi, Modesto; Lentini; Tatti (4’st Mendil), Zaniolo.
Panchina: Micillo, Moscardi, Altomare, Strada. Allenatore: Mondonico.

 
MANCINI 6
LUPPI 7
BONOMI 6
TROISE 6
JANKULOVSKI 6.5
BACCIN 6.5 (32’st MORIERO sv)
MAGONI 6 (9’st RASTELLI 6)
VIDIGAL 7
MONTEZINE 6.5
SESA 6 (46’st RASTELLI sv)
STELLONE 8.5

Napoli – Siena 2-0

18ª GIORNATA

Rastelli regala 3 punti al Napoli.

La doppietta dell’attaccante gela un buon Siena. Campani all’inizio inesistenti. Poi arriva la terza vittoria consecutiva a Benevento.

Serie B
Dom 23/12/01

NAPOLI

SIENA

stadio Santa Colomba (Benevento)
4932 spettatori
napoli siena arbitro Dondarini
guardalinee  
 
 
 

2

0

 
gol 42’pt Rastelli ammonizione Mignani  
gol 18’st Rastelli ammonizione Zampagna  
ammonizione Montezine ammonizione Rogozhkin  

Rastelli Babbo Natale. Il Napoli accarezza la strenna. Meglio ancora, la palpa, la tocca, la stringe a sè. Il prezioso involucro contiene tre punti e il quarto risultato utile consecutivo. Il Siena ha giocato; il Napoli ha vinto. Babbo Natale Rastelli sottoforma di una doppietta che non t’aspetti infondo a 103 giorni desolatamente vuoti di gol personali: 10 settembre a Modena, il nome di Rastelli era sparito dal marcatore quella notte. La malanotte del Napoli. Il Siena ha corso, s’è organizzato, ha manovrato, non s’è mai arreso. Passoni ha centrato la traversa di Mancini con un’incornata ravvicinata da calcio d’angolo, sull’1-0.
E il Napoli? Figlio di una società ingessata, quasi mai è riuscito a distendersi, a mettere in difficoltà l’avversario afflitto da problemi al centro della difesa, a dare l’impressione di superiorità, ancorchè relativa. Inesistente il Napoli, praticamente assente, in versione natalizia, un presepe vivente in campo, fino al primo centro di Rastelli. Una rapina, il tipico gesto dell’opportunista, abituato a fiondarsi sul filo del fuorigioco. Sgrammaticata la battuta a rete di Baccin da venticinque metri, s’è allungato in spaccata il Babbo Natale napoletano, il portiere senese ingannato dall’inattesa decisiva interferenza, e spiazzato, al 42′ del primo tempo.
Freddato il Siena, sorpreso, incredulo, stupito. Agile in mezzo al campo, stretto nella linea difensiva, sollecito nelle ripartenze lungo la banda sinistra, a lungo ha inaridito il Napoli opaco e inespressivo nel primo tempo. Bresciani punta esterna costringeva Jankulovski a lavorare da difensore puro; Passoni e Sciaccaluga dominanti su Magoni e Bigica; il cavallone Maurizio Rossi pungente sull’out sinistro. Luppi costretto agli straordinari davanti a Mancini, l’esterno Saber chiamato a tappare due buchi con provvidenziali chiusure, qualche numero di Montezine, fine brasiliano, e un lob di stellone che s’è perso oltre la traversa. Tutto qui il Napoli, pochissima roba, praticamente niente, prima dell’avventurosa spaccata di Rastelli. Svogliate iniziative, velleitarismo e basta, a fronte della doppia insidia portata dal Siena: a lato la conclusione bielorussa di Rahozhkin; ben sistemato Mancini sulla botta frontale di Zampagna; un prodigio la chiusura di Saber ad interrompere la volata di Maurizio Rossi, ormai in vista dell’area di rigore napoletana.
Brutto Napoli, e tutti a chiederci le ragioni e i motivi dei disagi della truppa di De Canio, a lungo impigliata nelle strette maglie del Siena. Domanda oziosa, perché il calcio è una pazza cosa. non solo il gioco più bello del mondo. Rastelli ha zittito i dubbi, li ha stroncati, cancellandoli del tutto, con quello squisito regalo di Natale. il Buon Siena ha rischiato addirittura di andare sotto di due gol, quindi fuori dalla partita, in avvio di ripresa. Perchè il calcio è anche strano, oltre a tutto il resto. Stellone, ha graziato i toscani, sottraendoli al definitivo castigo al 3′ del secondo tempo. Il lancio di Jankulovski a tagliare il campo e la difesa senese, scomposto intervento di Radice è diventato una spinta all’immancabile Rastelli. Fallo da rigore per l’arbitro Dondarini. Quanto di peggio la battuta di Stellone dal dischetto, fiacca e centrale. Più che sufficiente l’opposizione di Giannello con il piede. Il cannoniere imitazione di se stesso non solo nella circostanza, ma lungo l’intera rotta della partita. Apprezzato come difensore Stellone, colpito dagli avversari all’alba della partita e costretto ad affidare la caviglia al medico e al massaggiatore. Fermato dalla traversa sull’incornata di Passoni, il Siena in svantaggio si è nutrito con le incursioni di Radice, figlio d’arte agile e tecnico, e con la prevalenza evidente in mezzo al campo. Platonici gli effetti, ovvero non decisivi, e in mezzo la chicca di Rastelli a completare il pacco strenna consegnato al Napoli. Sollecita stavolta la ripartenza, di Magoni verticalizzazione e finalizzazione, e chi c’era in posizione regolare sul filo del fuorigioco? Ancora lui, Rastelli. Freddo e cinico davanti a Giannello, il piatto destro per il 2-0: spinto nei pressi del paradiso il Napoli meritevole tutt’al più del purgatorio. Argilli l’ha graziato nel finale, palla-gol sprecata con quel diagonale da cane, non sfruttato il liscio di Baccin. Minacciato dalla rovesciata di Zampagna, il Napoli è approdato comodamente al traguardo di tappa.
Benevevento port-bonheur, nove gol gol in tre partite e tre successi di seguito. La vittoria è un sorriso natalizio, fa morale e classifica, consente al Napoli di trascorrere in pace almeno il Natale. Ma il traguardo è sempre lontano, la zona A è un puntino appena visibile distante dieci punti.


NAPOLI (4-4-2): Mancini; Saber (1’st Villa), Bonomi, Luppi, Jankulovski; Baccin, Magoni, Bigica (36’st Moriero), Montezine (30’st Bocchetti); Rastelli, Stellone.
Panchina: Roccati, Troise, Floro Flores. Allenatore: De Canio.

SIENA (4-4-2): Gianello; Rahozhkin, Mignani, Voria, Radice; Caracciolo, Passoni, Sciaccaluga (31’st Argilli), M. Rossi (20’st Campolonghi); Bresciani (5’st De Cesare), Zampagna.
Panchina: F. Rossi, Martinelli, Mandelle, Balzaretti. Allenatore: Guerini.

 
MANCINI 6
LUPPI 6.5
BONOMI 6
SABER 5.5 (1’st VILLA 6)
JANKULOVSKI 6.5
BACCIN 6
MAGONI 5.5
BIGICA 5.5 (36’st MORIERO sv)
MONTEZINE 6 (30’st BOCCHETTI sv)
RASTELLI 7.5
STELLONE 5

Como-Napoli 0-2

19ª GIORNATA

Napoli di ferro, il Como si sbriciola.

Bellissima rete di Magoni dopo 6′. Poi Stellone (al suo 9° gol) chiude la gara in avvio di ripresa. Gli azzurri centrano la 5ª vittoria esterna della stagione contro una diretta concorrente per la serie A.

Serie B
Dom 06/01/02

COMO

NAPOLI

stadio Giuseppe Sinigaglia
8849 spettatori
como napoli arbitro Collina
guardalinee  
 
 
 

0

2

 
gol 6’pt Magoni  
gol 6’st Stellone  
ammonizione Baccin  

Il lago è dorato. Il Napoli vi trova tutto il bene possibile. Un autentico tesoro: il risultato è d’oro, mandata ai matti il Como, che a casa sua non conosceva da due anni l’amaro sapore della sconfitta. Una prestazione ai confini della perfezione. Dorato è il lago, d’inestimabile valore la vittoria, il Napoli s’è regalato la Befana dal gioielliere: una gemma il gol di Magoni; autentici brillanti gli interventi decisivi di Mancini; due gioielli Vidigal e Jankulovski; preziosità calcistiche le prestazioni dei difensori centrali; un ninnolo il raddoppio di Stellone. Da brividi il delirio dei tifosi ritrovati, 2000 napoletani sugli spalti, un canto lungo tutta la partita e il finale a ugole spiegate: oj vita, oj vita mia… si stato ‘o primmo ammore…. Il Napoli e tutti noi lì avevamo dimenticati, da anni la canzone del soldato innamorato aveva smesso di accompagnare il Napoli. E’ accaduto a Como, in un luminoso e freddo pomeriggio di sole riscaldato dalla straripante euforia di Corbelli e Ferlaino, soci protagonisti di un matrimonio mal riuscito.
Quattro occhi testimoni di un’impresa, per la prima volta insieme allo stadio in questo campionato, ancorchè in due prestazioni diverse in tribuna. Emozionati e felici entrambi: il rito nuovo promette di ripetersi , li rivedremo anche domenica a Benevento, tifosi e spettatori ansiosi, sostenitori del Napoli che s’è arrampicato al quinto posto della classifica. Capito perchè è d’oro davvero il risultato, questa vittoria splendida e straordinaria? La zona A adesso è lontana otto punti e il derby con la Salernitana da recuperare. Sul lago dorato il Napoli trova il bello anche degli altri risultati, nessuno sfavorevole. Ad una squadra così, a questo Napoli, che di non nobile ha presentato solo se stesso. Una squadra di ferro nella circostanza, non ricca soltanto di Giochi Preziosi, dovendo le scuse all’irpino presidente del Como.
Il Como sorpreso, confuso, piegato, disarmato con la sua stessa arma: si nutrono e vivono innanzitutto di ripartenze di Lulù Oliveira i suoi qualificati compari, battuti ma non ridimensionati da un avversario ferrigno, implacabile e cinico nel contropiede. Bastioni in difesa, cemento vero davanti al prodigioso Mancini e ripartenze articolate. Oliveira ha picchiato contro il muro, Taldo contro il portiere, capace di superarsi in tre occasioni, sullo 0-1. Taldo deluso due volte, in chiusura di primo tempo; Lulù il cannoniere bloccato all’altezza del dischetto: il tuffo in uscita a sdradicargli il pallone dal piede ormai pronto alla battuta mortale. Venticinque minuti di grande Napoli, i primi. In apertura il gol di Magoni, come presa da una cineteca, dalla galleria delle prodezze balistiche. La sponda di Vidigal al limite dell’area, il pallone incontrato di contro balzo, con il destro-collo: il siluro ha tolto la ragnatela sotto l’incrocio dei pali di Brunner. Il Napoli messo bene in avvio, Vidigal e Jankulovski padroni assoluti, Magoni euforizzato dalla prodezza sovrastante sul dirimpettaio, le fasce ostruite con calma. Ecco, il Napoli la calma non l’ha persa, l’hanno assistito la reattività, l’anticipo, la certezza di trovare le soluzioni giuste in difesa. Attivato da una grottesca svirgolata di Brevi, lo svelto Rastelli ha graziato il Como sorpreso, incredulo, inferiore nel palleggio, attivo semplicemente sulla sinistra, con Pedone e Music. La battuta ravvicinata a colpo sicuro è sbattuta contro il piede di Brunner in uscita, ormai rassegnato al peggio. Sontuoso per metà primo tempo, il Napoli è sembrato a disagio, giammai però in preda al panico, prima dell’intervallo. Qualche imbarazzo gli ha procurato Taldo, efficace come torre, deluso da Mancini, due volte bravo. Palese efficienza difensiva napoletana è apparsa manifesta anche anche attraverso l’uso del fuorigioco, nobilitato nella sua esecuzione dall’impeccabile Collina e dai suoi assistenti.
Motivate tutte da infortuni, le sostituzioni operate da De Canio sono sopravvenute dopo il raddoppio napoletano, maturato a sorpresa. All’improvviso, sotto l’aggressione organizzata comasca. Il Napoli in gol a capo di tre passaggi, un contropiede perfetto, la più classica delle ripartenze, proprio come sarebbe piaciuto al Como. L’inesauribile Vidigal a raccattare l’ennesimo pallone, il servizio per Jankulovski, l’assist per l’incrocio di Stellone, la piroetta del cannoniere, l’avversario mandato a spasso, il portiere infilato con il dolce piatto destro mirato. E qui, di minuto in minuto, più chiara è diventata un’immagine: lucido e attento il Napoli di ferro. E’ sbattuto contro un bunker mobile il Como, salvato da Brunner, riflessi di gatto sul sinistro di Montezine. Ma sarebbe stato troppo, anche perché il Napoli dal momento dello 0-2, minuto sei della ripresa, ha avvertito nell’aria il profumo della festa. In campo, nella curva occupata dai suoi 2000 cuori, e in tribuna, con Corbelli e Ferlaino raggianti. Il massimo della vita, tutto in una volta.


COMO (4-4-1-1): Brunner; Gregori, Bega, Brevi, Music; Zanini (8’st Nappi), Dundjerski, Corrent (9’st Allegretti), Pedone; Oliveira; Taldo.
Panchina: Spinelli, Colacone, Del Chiaro, Femiano, Ardito. Allenatore: Dominissini.

NAPOLI (4-4-2): Mancini; Villa, Bonomi, Luppi (19’st Caruso), Bocchetti; Baccin (8’st Bigica), Vidigal, Magoni, Jankulovski; Rastelli (19’st Montezine), Stellone.
Panchina: Roccati, Troise, Floro Flores, Sesa. Allenatore: De Canio.

 
MANCINI 7
LUPPI 7 (19’st CARUSO 6.5)
BONOMI 7
VILLA 6.5
BOCCHETTI 6.5
BACCIN 6 (8’st BIGICA 6)
MAGONI 7.5
VIDIGAL 7.5
JANKULOVSKI 7
RASTELLI 6 (19’st MONTEZINE 6)
STELLONE 7

Napoli – Genoa 2-1

20ª GIORNATA

Il Napoli di De Canio graffia la A.

Bonomi annulla il vantaggio ligure, Graffiedi agguanta un successo pesantissimo. Terza vittoria consecutiva (non accadeva da oltre 6 anni) 16 punti nelle ultime 6 gare: azzurri aggrappati alla zona promozione.

Serie B
Dom 13/01/02

NAPOLI

GENOA

stadio Santa Colomba (Benevento)
6643 spettatori
napoli genoa arbitro Tombolini
guardalinee  
 
 
 

2

1

 
gol 31’st Bonomi gol 9’st Magoni (a)  
gol 40’st Graffiedi ammonizione Giacchetta  
ammonizione Luppi ammonizione Lombardi  
ammonizione Brevi  
ammonizione Carparelli  

Mille e una emozione. Il Napoli riesce a baciare le due facce del calcio, presi per la collottola il bello e il brutto, quel viso bifronte che fa ammattire tutti. Un doppio colpo di fortuna, in fondo ad un’avventura. Soccorre il Napoli lo stellone con la esse minuscola: vinta una partita che sembrava già persa, fino alla mezz’ora della ripresa. Trova una severa, crudele punizione il Genoa, signoreggiante fino al pareggio firmato da Bonomi, figlio della casualità, un’avventura nell’avventura, in mezzo alla disperazione genoana. Incredulo il Grifone: pareggiata e poi persa una partita che sembrava vinta in avvio di secondo tempo. Miracolo napoletano in zona Graffiedi, al 40′ del secondo tempo. Zona Graffiedi perché l’attaccante aveva firmato anche un’altra vittoria estrema del Napoli. Contro il Cittadella a Padova, anche quella volta nei minuti estremi della partita. Questo gol pesa dieci volte più dell’altro, tiene il Napoli in linea, ai margini della zona A.
Un’altra avventura nell’avventura il vantaggio del Genoa: impensabile l’impappinamento di Malagò, sbucato libero e solo, in posizione regolare, al di là della linea difensiva napoletana. Maldestra e fiacca la battuta sulla coscia destra di Mancini, sembrava un’occasione sprecata, un pericolo vissuto e passato per il Napoli. Palla avvelenata è diventata però l’arnese di un flipper, Magoni in recupero l’ha spinta inavvertitamente dentro la rete del Napoli. Immediata la prima impressione: il Genoa domina, sta meglio in campo, governa il pallone e gli spazi là in mezzo, punge con Manetti, partita chiusa, il Napoli può mettere il punto alle illusioni. Addio speranze di rimonta, addio possibilità di agganciare il treno della Serie A, nell’ultimo giorno di esilio?
Il Napoli itinerante per necessità lascia Benevento con la quarta vittoria consecutiva in una striscia di sei risultati utili. La spinta della fortuna afferrata al volo nei minuti finali, a capo di un lungo penare. Il Genoa ha giocato meglio fino al 75′: l’incrocio pieno centrato da Carparelli in abbrivio di gara, il doppio miracolo di Mancini a stornare i veleni di Stroppa e Manetti. I tre punti li porta a casa il Napoli, peraltro frenato dai prodigi di Lorieri sulla botta dalla distanza di Magoni e sulle due conclusioni ravvicinate di Villa e su incornata di Stellone nella ripresa. Questa vittoria riporta indietro nel tempo: il Napoli non vinceva tre partite in successione da sei mesi e quattro mesi. Era il ’95, mese di settembre.
Mille e una emozione, da dove vogliamo cominciare? Dall’incredibile finale del Napoli, a lungo disarmato per altri versi dall’impeccabile Genoa, sottomesso, dominato in mezzo al campo. Mutarelli indigesto per Magoni; Vidigal è apparso e scomparso dalla partita; a disagio Bocchetti, intrappolato e messo in evidente crisi dalla posizione del fine Manetti. Un problema, questo. Il trequartista a sostegno di Carparelli unico attaccante, Bocchetti preso in mezzo anche da Ruotolo. Preda della confusione Ametrano sulla corsia destra, il Napoli soggiogato dal 4-4-1-1 genoano e da dirimpettai privi di tutta l’argenteria tunisina impegnata in Coppa d’Africa. Il destino della partita e il campionato stesso del Napoli sono cambiati esattamente nel cuore della ripresa. Sesa s’è messo a giocare come era uso fare a Lecce: bene. Richiamati in panchina Luppi e Bocchetti, il pilota napoletano ha sistemato Graffiedi sulla destra. Il Genoa s’è perso davanti al tridente di De Canio; il Napoli trasformato appunto da Graffiedi, non solo dalle percussioni di Jankulovski. L’emozionante finale ha fatto giustizia anche delle omissioni dell’arbitro: ignorate le interferenze irregolari in area di Carparelli e Stroppa; il secondo giallo risparmiato a Luppi nel primo tempo.
Indimenticabile il finale, per i tifosi del Napoli. Il Genoa ha sbandato sotto le percussioni di Graffiedi, hanno trovato la linea Jankulovski e Vidigal. Il cuore ha consigliato a Bonomi di traslocare dalle parti di Lorieri. Agevolato dal pugno moscio del portiere in uscita, il piatto sinistro di Bonomi è riuscito a trovare il gol in mezzo a diciotto gambe. Il corridoio della felicità per il Napoli e della disperazione per il Genoa sbigottito: pensava già di aver vinto e i suoi non erano pensieri sbagliati. Ma era niente rispetto a quello che sarebbe accaduto al 40′, in zona Graffiedi. Il sinistro di Jankulovski a catapultare il pallone in mezzo all’area, sporco l’intervento in acrobazia di Giacchetta: Malagò tradito dal mezzo liscio, lestissimo Graffiedi davanti a Lorieri, il pallone uncinato con il sinistro. Un gancio al mento al Genoa, incredulo e felice il Napoli tutto cuore e fortuna. Vittoria importante, per come è maturata, e pesantissima nei significati nella domenica che mette fine all’esilio. Da Benevento arriva un segnale, il vento è cambiato: il Napoli vince anche quando l’impresa sembra impossibile.


NAPOLI (4-4-2): Mancini; Villa, Bonomi, Luppi (15’st Montezine), Bocchetti (15’st Graffiedi); Ametrano, Vidigal, Magoni, Jankulovski; Sesa (48’st Caruso), Stellone.
Panchina: Roccati, Bigica, Alessi, Floro Flores. Allenatore: De Canio.

GENOA (3-4-3): Lorieri; Nicola, Giacchetta, Malagò; Lombardi, Ruotolo (42’st Coquin), Mutarelli, Brevi; Stroppa (34’st Boisfer), Manetti, Carparelli.
Panchina: Campagnolo, Iorio, Konna, Codrea. Allenatore: Reja.

 
MANCINI 7
LUPPI 6.5 (15’st MONTEZINE 6)
BONOMI 6.5
VILLA 6
BOCCHETTI 5.5 (25’st GRAFFIEDI 7)
AMETRANO 6
MAGONI 5.5
VIDIGAL 5.5
JANKULOVSKI 7
SESA 6 (48’st CARUSO sv)
STELLONE 6