12ª GIORNATA

Napoli, il cuore non basta.

Nel recupero, un gran tiro di Sesa colpisce il palo, la schiena di Grillo e va in angolo. Dopo due ko, Cuoghi conquista il primo punto.

Serie B
Ven 09/11/01

NAPOLI

CROTONE

stadio Santa Colomba (Benevento)
7236 spettatori
napoli crotone arbitro Borriello
guardalinee  
 
 
 

0

0

 
ammonizione Saber ammonizione Cardinale  
ammonizione Troise ammonizione Pecorari  
ammonizione Porchia  

Il Napoli sa vincere soltanto in trasferta. Ma intanto allunga la serie positiva, particolare non insignificante: settimo risultato utile consecutivo. E Mancini è imbattuto da 281 minuti. Ennesimo pareggio a Benevento, un passo indietro sul piano del gioco. Gli alibi ci sono, enormi: i numerosi assenti fanno la differenza, nel senso che lasciano De Canio in mutande. Né i sostituti si segnalano per affidabilità e convinzione. Un palo di Sesa al 47’st, legnata dalla distanza, l’unico brivido. Il Crotone prende un punto, il primo in tre partite della gestione Cuoghi. Un punto strameritato, sia chiaro. La novità è importante: dopo oltre otto mesi, il Napoli ripropone Vidigal a centrocampo. Emergenza (troppi assenti, da Husain a Jankulovski passando per Villa,Bigica, Bocchetti e Moriero), ma anche il desiderio di consegnare al portoghese le chiavi della squadra. De Canio cambia in attacco: pretende la velocità di Rastelli, in definitiva la spalla più logica di stellone. Il Crotone è in piena emergenza: il portiere Piazza è arruolabile soltanto per la panchina, largo al ventiquattrenne Grillo che gioca senza numero. Difesa ridisegnata negli uomini, ma non nel modulo: Geraldi è malconcio, tocca a Pecorari; fortuna vuole che almeno Artistico possa riprendere un certo discorso offensivo con Deflorio.
Il Napoli comincia con buona volontà, ma senza la necessaria velocità di manovra. E dopo nove minuti l’ennesima tegola: Baciin guadagna una punizione dal limite (sprecata da Magoni), ma nell’impatto con Fialdini si fa male a una spalla. Un paio di minuti a bordo campo, poi la resa: tocca a Troise, la fascia di capitano finisce sul braccio dello stesso Magoni. Ridisegnare sempre per necessità: non deve essere una piacevole sensazione per De Canio. Il primo quarto d’ora del Crotone è ricco di temperamento, Fialdini e Aronica che spesso aiutano e la difesa diventa a cinque. Resistere così senza troppe sofferenze, Cuoghi ci metterebbe la firma. Anzi il Crotone (efficace Giampà in mezzo) avrebbe una discreta occasione per colpire: al 17′ Aronica si beve Ametrano a sinistra, il cross a rientrare è un invito per Deflorio che perde l’equilibrio. E’ un Napoli macchinoso e possiamo capirlo, rare tracce di geometria. Una curiosità: l’arbitro Borriello lascia i cartellini nello spogliatoio e quando glieli recuperano ammonisce Cardinale.
Taccuino vuoto, improvvisazione inevitabile. Montezine ha un difetto: tende a strafare, quando basterebbe un minimo di semplicità, peccato. Magoni, improvvisato regista, verticalizza male; Vidigal, al rientro, non può essere brillante, infatti stecca. Un altro esempio: se Troise deve salire e diventare un punto di riferimento a sinistra, emerge la disabitudine al ruolo. Dovrebbe spingere, invece, Saber sull’altra tangenziale (lui che è uno specialista) eppure si degna poco. Il Crotone, così, non deve inventarsi la partita della vita: l’esperienza di Zanoncelli, la praticità di Leone e Cardinale in trincea, qualche ripartenza avrebbe migliore fortuna se i calabresi non finissero sistematicamente nella trappola del fuorigioco. Insufficiente il Napoli, va capito. Grillo, il portiere di Cuoghi, spettatore non pagante. Il Crotone che capisce di poter osare, quello non è il vero Napoli, e che sciupa l’impossibile al 36′: punizione di Porchia da destra, blitz di Pecorari, il flipper in area spalanca la porta a Fialdini da posizione comodissima, imperdonabile la chiusura a lato da quattro metri. Immaginate cosa sarebbe successo se si fosse esibito Deflorio… Il Napoli fa un affare, nel senso che andare all’intervallo sullo 0-0 è persino un successo. Le brutte notizie sono compagne fisse di De Canio che al 43′ perde anche Stellone (problemi muscolari) e si affida a Graffiedi. Un tentativo di Montezine da lontano, poca roba. Un accenno di rissa tra Mancini e Artistico all’imbocco del sottopassaggio, sedato in tempo.
Si riparte con un idea: il Crotone vuole vincere. Arriva prima su ogni pallone, ha qualche idea da spendere, intuisce che l’avversario è sulle gambe. De Canio sposta a sinistra Ametrano che lasciala sua fascia originaria a Montezine, i miglioramenti sono impalpabili. Il Crotone padrone, in lungo e in largo. Il Crotone che accende il computer e gioca a memoria. Eccellente il numero di Leone che al 6′ vede il taglio di Giampà e lo assiste: decisiva l’uscita di Mancini. Il Napoli è improvvisato e figlio dell’emergenza.: Ametrano un intruso, Vidigal in debito d’ossigeno, Saber confusionario, Montezine innamorato di se stesso. Luppi, in difesa, il più lucido. La regia a Magoni non è aria.
Graffiedi e Rsatelli da attaccanti a trequartisti, la presunta notte da incubo del giovane portiere Grillo si trasforma in una piacevole esibizione, quasi da senza voto. Soltanto un bacio della fortuna potrebbe accendere il Napoli: al 23′ Aronica stende Graffiedi al limite, l’esecuzione di Montezine è prevedibile. Il difetto del Crotone è quello di conedere campo all’avversario anziché insistere, eppure potrebbe sbancare. Insomma. ci sarebbe il tempo per trovare il famoso episodio. Borriello grazia Porchia che stende Ametrano e meriterebbe la seconda ammonizione. Il Napoli cerca di pescare il jolly, ma il grafico, dal punto di vista tecnico, non migliora di una vigola. Al 28′ Rastelli indovina uncross per Vidigal, inzuccata appena fuori. Cuoghi sgancia Pagliarini e Amoruso per Fialdini e Leone, l’idea resta quella di osare, presto toccherà anche a Sculli e pagherà Artistico. De Canio convoca Sesa, sinceramente Ametrano merita la sostituzione. Un numero di Rastelli a sinistra (35′) darebbe a Montezine l’onore di entrare nel tabellino dei marcatori, il condizionale è di rigore. Il penultimo lampo ha la firma di Magoni, da lontano: Grillo se la cava, evitando la ribattuta di Graffiedi. Al 47′ Sesa ci prova dai venti metri: palo pieno, la schiena di Grillo, l’ultimo angolo che nulla aggiunge.


NAPOLI (4-4-2): Mancini; Saber, Bonomi, Luppi, Baccin (11’pt Troise); Ametrano (34’st Sesa), Magoni, Vidigal, Montezine; Stellone (43’pt Graffiedi), Rastelli.
Panchina: Roccati, Alessi, Floro Flores. Allenatore: De Canio.

CROTONE (3-5-2): Grillo; Porchia, Zanoncelli, Pecorari; Fialdini (29’st Pagliarini), Leone (29’st Amoruso), Cardinale, Giampà, Aronica; Artistico (32’st Sculli), Deflorio.
Panchina: Piazza, Geraldi, Panarelli, Lo Gatto. Allenatore: Cuoghi.

 
MANCINI 6.5 Inoperoso nel primo tempo, salva il risultato nella ripresa con un’uscita tempestiva su Giampà. Sempre attento.
LUPPI 6.5 Il migliore della difesa: vince il duello con Artistico e comanda con ordine i movimenti del fuorigioco.
SABER 5 Difficoltà in fase di copertura e poco incisivo quando prova a proporsi sulla fascia destra.
BONOMI 5.5 Spesso impreciso e in affanno contro le ripartenze dei calabresi.
BACCIN sv Costretto alla resa dopo soli 11 minuti per un infortunio alla spalla (11’pt TROISE 5: Adattato a sinistra soffre Fialdini e non spinge mai).
AMETRANO 4.5 Debutto da titolare da dimenticare: movimenti confusi sia a destra che a sinistra (34’st SESA sv: Colpisce un palo clamoroso in pieno recupero).
VIDIGAL 5.5 Al rientro dopo otto mesi, sfiora il gol di testa ma la condizione è ancora lontana dai suoi standard migliori.
MAGONI 5.5 Partita di grande sacrificio e doppia mole di lavoro a centrocampo; cala vistosamente alla distanza.
MONTEZINE 5 Tende a strafare e rallenta la manovra; sciupa una grande occasione gol nel secondo tempo. Approssimativo.
RASTELLI 5 Parte con il piglio giusto mettendo in ansia la difesa ospite, ma la sua autonomia dura meno di mezz’ora.
STELLONE 5.5 Prova a lottare usando il fisico ma non trova varchi. Esce prima dell’intervallo per un problema muscolare (43’pt GRAFFIEDI 5.5: Qualche timido spunto).

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